Dopo anni di gestazione, l'organismo nato per garantire la stabilità e lo sviluppo della Rete dà il via libera alla più grande apertura di domini di 1º livello. Si accetteranno anche nomi in alfabeto cinese e arabo: tramonta così l'egemonia a stelle e strisce sul Web.

Dal 12 gennaio, infatti, la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), l'organizzazione non profit nata con il compito di assicurare la sicurezza, lo sviluppo e la stabilità di internet, inizierà ad accettare le richieste per una nuova classe potenzialmente infinita di nomi di dominio di primo livello (i cosiddetti TLD, "top-level domain").
Potranno nascere, dunque, suffissi Web di ogni tipo a patto che si sia disposti a pagare 145.000 euro e si riesca a superare la fitta rete di controlli ideata da Icann per scongiurare il rischio di frodi e "occupazioni" virtuali.